Vinitaly 2015 dall’Emilia Romagna a Bastianich

Al Vinitaly 2015 non ho solo assistito alla Degustazione di Parmigiano Reggiano Dop & Champagne.

Visita d’obbligo è stata al padiglione Emilia Romagna, per assaggiare i vini della mia terra e conoscere la Tenuta Santa Lucia, un’azienda vinicola veramente interessante. Sono stata allo stand della Cantina Bastianich, da Zemmer per i vini del SudTirol e infine come ogni anno da Ferrari per lo spumante di fine giornata! Ma procediamo per gradi.

Subito dopo la degustazione e l’assaggio del Nocino (il panino gourmet), ho deciso di andare a fare visita al padiglione della mia terra. Qui ho potuto assaggiare vari vini, dal Lambrusco al Pignoletto, persino l’aceto balsamico. Girando per i vari stand mi sono fermata presso la Tenuta Santa Lucia, ispirata dal packaging delle loro bottiglie, qui ho conosciuto il proprietario Paride Benedetti che mi ha dato preziosi consigli, dispensandomi moltissime nozioni a riguardo della qualità dei vini.

Tutti i vini della Tenuta Santa Lucia, ci tiene a sottolineare Paride, sono ottenuti da agricoltura biologica e biodinamica. Le uve, al momento della vendemmia vengono raccolte e selezionate a mano in piccole casse. Protagonisti assoluti della Tenuta sono il Sangiovese e l’Albana, vini poco conosciuti in Italia, se non nel territorio Emiliano-Romagnolo, ma veramente apprezzati all’estero. Ho avuto il piacere di poter degustare 3 dei loro cavalli di battaglia, e spero che anche voi possiate scoprire la bontà di questi preziosi vini.

Sono partita con l’assaggio di Moro Bendato, un sangiovese igt affinato per 12 mesi in barriques di rovere francese. Il colore è rosso rubino, il profumo è intenso di frutta rossa, al palato risulta piacevolmente morbido, con note di tabacco e vaniglia, tannico ma mai pungente.

Ho proseguito la degustazione con AlbaRara Grand Cru, un albana docg che è una vera chicca! I profumi sono fruttati e floreali, al palato è un vino veramente piacevole, morbido, caldo e speziato. Lo abbinerei volentieri a molte delle mie ricette sia di carne che di pesce.

E per finire ho sentito Sassignolo, un sangiovese doc superiore riserva. Questo vino invecchiato per 14 mesi in botti di rovere, ha bisogno di poche presentazioni. I profumi ricordano l’amarena e la mora, il colore è rosso intenso quasi violaceo, al palato è una coccola vellutata, elegante, inconfondibile. Se cercate un Signor Sangiovese, questa bottiglia fa il caso vostro.

Terminata la mia visita all’Emilia Romagna. Sono andata in Friuli Venezia Giulia, con un unico obbiettivo: conoscere Joe Bastianich e i suoi vini! Oltre ai selfie di rito e alla grande emozione nel vedere il suo like alla mia foto su Instagram, ho assaggiato due dei suoi vini bianchi: il vespa bianco e la ribolla gialla.

La Ribolla Gialla, come viene citato nel sito della cantina, è “fresca e vivace, il fascino di questa Ribolla è la sua energia, mineralità e l’acidità che pulisce il palato” Niente di più vero, ogni sorso rinfresca il palato, preparandolo all’assaggio successivo.

Il Vespa Bianco, oltre al Vespa Rosso, credo sia uno dei vini più famosi dell’azienda. Composto da ben tre uve: chardonnay, sauvignon e picolit. Il bouquet è piacevolmente fruttato, al palato risulta equilibrato con note di miele e agrumi. Se ne avessi modo, lo abbinerei a tutti i miei piatti di pollo e agli arrosti.

Come ultima visita mi sono lasciata trascinare dalla notorietà dei vini del SudTirol, qui ho fatto visita a varie aziende, alcune di loro producono grappe tra le più famose Psenner e Roner. Ma la Tenuta, che già l’anno scorso mi aveva colpito per la bontà e la qualità dei suoi vini, resta quella di Peter Zemmer. Qui ho ri-assaggiato due dei miei vini preferiti: muller thurgau e gewurztraminer.

Il Muller Thurgau si presenta di un colore giallo chiaro, il profumo è floreale, delicato. Al palato risulta gradevole ma deciso, emergono bene le note della mela.

Il Gewurztraminer è certamente il vino bianco più famoso e caratteristico altoatesino. Il suo bouquet aromatico è ampio, sentori di rosa e albicocca, accompagnati da note di garofano e frutti esotici. Al palato non è da meno, ha un sapore ricco, vivace e piacevolmente persistente. Sicuramente un vino adatto alle mie ricette di pesce, o ai miei piatti fusion.

E per finire la giornata in bellezza un bel brindisi con un calice di Brut Rosè dell’azienda Ferrari! Un mito nella storia dei vini, che ha fatto sì che lo Spumante italiano potesse essere confrontato con i migliori Champagne francesi. Non è un caso se si sono aggiudicati il titolo del concorso internazionale The Champagne and Sparkling Wine World Championships 2015.

Per info & collaborazioni: info@ilcucchiaiodianita.com

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